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Dalla Provincia Pavese di sabato 19 giugno   PDF  Stampa  E-mail 

E torna il rischio di mattone selvaggio
Legambiente: con le nuove norme vince la speculazione

Il rapporto Legambiente. Ddt nell’insalata in Friuli
Nel piatto di ogni giorno frutta e verdura ai pesticidi

Legambiente boccia il piano della viabilità
«La Provincia lo presenta con un ritardo di undici anni. E’ già vecchissimo»

Dalla Provincia Pavese di sabato 19 giugno due articoli dalle pagine nazionali e la presa di posizione sul Piano della Viabilità provinciale

 

E torna il rischio di mattone selvaggio
Legambiente: con le nuove norme vince la speculazione

ROMA. L’estensione alla materia urbanistica delle modifiche costituzionali annunciate nel disegno di legge del governo, è il primo degli allarmi lanciati dagli enti locali. Si tratta di un primo esame ma la bozza circolata ieri in Consiglio dei ministri recita che le modifiche all’articolo 41 e quelle del 118 della Costituzione che regolano le competenze di Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni, «favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale». La normativa locale dovrà essere adeguata «in modo che le restrizioni del diritto d’iniziativa economica siano limitate allo stretto necessario per salvaguardare altri valori costituzionali».
 La formula per ora è generica ma certamente l’edilizia potrà essere materia «svincolata» perché il quarto comma del 118 prevede che Stato, Regioni ed Enti Locali «riconoscano l’istituto della segnalazione d’inizio attività e quello dell’autocertificazione», da estendersi «necessariamente a tutte le ipotesi in cui è ragionevolmente applicabile». La stessa formula fu utilizzata la primavera dello scorso anno quando il governo lanciò la prima formulazione del «piano casa» che s’infranse proprio sulla Costituzione e le competenze assegnate alle Regioni. In seguito, costrinse l’esecutivo a limitarsi a una legge cornice e concordare con i governatori l’intervento di deregulation.
 Con le modifiche annunciate, di fatto, viene scardinato il principio della competenza esclusiva anche nella materia urbanistica se le stesse Regioni non la escluderanno esplicitamente dal campo d’intervento «dell’autonoma iniziativa dei cittadini». L’associazione Legambiente teme che dietro la semplificazione si nasconda l’ennesimo condono. Il «controllo successivo» delle autorizzazioni alle quali sono richiamate le modifiche costituzionali sulla libertà d’impresa, nel caso delle concessioni edilizie secondo il presidente Vittorio Cogliati Dezza, «diventerebbero un condono preventivo visto che i comuni non potranno controllare l’edificabilità di un fabbricato se non a posteriori. Un invito all’abusivismo edilizio». Insomma un conto è semplificare la nascita di nuove imprese, altro è lasciare il campo libero da regole e da vincoli urbanistici. (n.c.)

 

Il rapporto Legambiente. Ddt nell’insalata in Friuli
Nel piatto di ogni giorno frutta e verdura ai pesticidi
Le analisi di Asl e laboratori zooprofilattici evidenziano presenze inquietanti: dalla diossina nella carne ad agenti tossici nel vino e nel pane

ROMA. Tracce di pesticidi nella frutta e nella verdura, agenti chimici tossici nel vino, nel pane e nel miele, diossina nelle uova e nella carne, perfino ddt nell’insalata. Si rischia di morire mangiando secondo l’ultimo rapporto di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2010”, elaborato sui dati delle analisi fornite da Asl, Arpa e laboratori zooprofilattici. Aumentano i prodotti contaminati da uno o più residui di fitofarmaci, da 27,5 per cento dello scorso anno a 32,7, salgono anche i campioni irregolari. La Cia ribatte: «Frutta e verdura prodotte in Italia sono sicure».
 E’ ancora troppo alta la quantità di pesticidi negli alimenti ortofrutticoli e nei derivati: sulle tavole degli italiani finiscono ogni giorno cibi conditi da cocktail di residui chimici attivi. Secondo lo studio diffuso dall’Associazione ambientalista, tra le verdure il 76,4 per cento risulta regolare senza residui (erano l’82,9 nel 2009); 45 campioni sono fuori legge (1,3 per cento contro lo 0,8 dello scorso anno), mentre il 22,3 per cento è contaminato da uno o più residui. Nella frutta analizzata le tracce di pesticidi oltre i limiti consentiti o per molecole non autorizzate sono diminuite passando dal 2,3 del 2009 all’1,2, però sono cresciuti quelli regolari contenenti uno o più residui. Nemmeno prodotti come pane, miele e vino possono essere definiti “sani”: 39 dei 1435 campioni sono risultati irregolari. Ma per la Confederazione italiana agricoltori frutta e verdure prodotte in Italia sono sicure e cita i dati del ministero della Salute, secondo cui il 98,8 per cento dei controlli risultano regolari, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge.
 Rimangono però allarmanti i casi particolari, citati da Legambiente, di prodotti “multi contaminati”: in un solo campione d’uva bianca analizzato in Sicilia sono stati trovati resti di 9 differenti fitofarmaci; 5 i tipi di residui chimici in alcune pere esaminate in Campania; 6 quelli trovati nel vino analizzato in Friuli Venezia Giulia ed è sempre in questa regione che gli esperti hanno scoperto nell’insalata tracce di ddt, messo al bando 32 anni fa. Da Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Lombardia arrivano segnalazioni di campioni di tacchino, coniglio, latte vaccino, uova di gallina e carne bovina contaminati da policlorobifenili, un inquinante dalla tossicità simile alla diossina. E i prodotti biologici? Le scarse analisi ricevute non consentono ancora un’analisi obiettiva del settore.

 

Legambiente boccia il piano della viabilità
«La Provincia lo presenta con un ritardo di undici anni. E’ già vecchissimo»

PAVIA. «Un piano arrivato in ritardo e che non si occupa della mobilità». Legambiente attacca il Piano del traffico della viabilità extraurbana elaborato dalla Provincia e pronto per essere presentato in consiglio provinciale. «Il piano, previsto da una legge del 1992, è in ritardo di anni», sottolinea Renato Bertoglio, rappresentante del Tavolo territorio di Legambiente Pavia.
«Inoltre è in elaborazione dal 1999: ci sono voluti 11 anni perchè arrivasse in consiglio. Il piano prevede la saturazione delle strade al 2013 a nostro parere perchè riguarda solo la viabilità e non si occupa della mobilità - prosegue Bertoglio -, concetto molto più complesso e completo. Dovrebbe, infatti, discendere dalla programmazione provinciale prevista dalla legge regionale 22 del 1998, sostituita dalla legge 11 del 2009, e cioè in particolare dal Piano provinciale di Bacino della mobilità e dei trasporti. Ma anche questo piano non c’è, e non è un aspetto di poco conto in quanto esso, sulla base dell’analisi della domanda e dell’offerta di mobilità e dell’evoluzione insediativa e socioeconomica, definisce la programmazione degli interventi infrastrutturali finalizzati al riequilibrio modale dei trasporti e a migliorare l’accessibilità al sistema economico insediativo locale. Con lo scopo, fra l’altro, di favorire l’integrazione tra diversi modi di trasporto, con riferimento anche alla intermodalità e alla logistica; organizzare l’offerta di trasporto pubblico locale su gomma coordinandola con quella ferroviaria».
 Bertoglio prosegue con le critiche. «Il programma triennale dei servizi di trasporto pubblico locale del 2001 è “scaduto” nel 2003 e non è mai stato aggiornato - prosegue il rappresentante di Legambiente Pavia -. Questo è il quadro, carente, in cui la Provincia si appresta ad adottare il Piano del traffico della viabilità extraurbana. E ci sembra che pensare di risolvere i problemi con il progetto dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara è proporre suggestioni perchè l’autostrada costituirà un tassello importante per il completamento, insieme all’autostrada regionale Cremona-Mantova, e l’attuale A21, di un corridoio in direzione est-ovest che attraverserà l’intero bacino padano e sarà completamente alternativo rispetto a quello della A4». (d. z.)
Ultimo aggiornamento ( giovedì, 24 giugno 2010 )

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